scusate ma l'ho scritta come va letta
Nefasti auspici adombrano il futuro prossimo dell'umana condizione al momento concentrata in una cieca gara ad un potere individuale insensibile ai superiori disegni ai quali dovrebbe esser subordinato un nostro cosciente agire che oltre alla sua stessa condanna travolge senza il dovuto riguardo il meraviglioso e immane lavoro dell'entità globale di cui siamo solo uno degli innumerevoli tentativi e perpetrato in tempi a noi difficilmente concepibili con meticolosa pazienza e poi sgretolato in un periodo al suo cospetto irrisorio il tutto in contemplazione di un miraggio proiettato su un'effimero orizzonte labile quanto la nostra stessa transitoria esistenza che altro non può risultare se non in un mero errore da spazzare a favore di una nuova coscienza non più autoreferenziale ma che abbracci l'intera realtà in cui sembra che ignoriamo di essere indistricabilmente immersi in un connubio di armonia universale per protrarre la propria evoluzione in un contesto allargato alla totalità nel suo insieme e nell'umiltà e al contempo nell'orgoglio della consapevolezza di chi guarda oltre il proprio avvenire a favore della prospettiva di chi vuol esser padre di un radioso futuro piuttosto che aborto di un passato da rimuovere buono solo come monito che insegni ai posteri quali che siano cosa non vada ripetuto qualora si voglia essere partecipi costruttivi alla ventura realtà piuttosto che interpretare l'infausto ruolo del sabotatore utile tutt'al più a rafforzare gli anticorpi di quanto di buono finora espresso e non esser ripudiati antagonisti da additare come un fallimento evolutivo che impersonifica un attore fatuo come delle foglie caduche giunte ormai al loro inesorabile autunno e relegati dunque in un ramo sterile che non conoscerà i germogli dell'era che soppianterà infine il nostro fallimento e concludo con la definitiva affermazione che quanto dico non è nell'illusione di una immediata redenzione generalizzata possibile solo dopo che questa triste parabola tocchi il suo pedice ma al sol fine di lasciar senza fiato lo sventurato che abbia l'ardire di imbattersi in quest'estenuante frase senza interpunzioni interprete dell'imperturbabile inottemperanza interposta all'interminabile intertempo intrapreso dall'intrepido e intraprendente e intropeddauanfrighistisquartaristimancaiciarruistiaterrappoddarasumurucancarara non so se mi spiego
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