Accozzaglia di considerazioni di vario genere, ma con il tratto comune che non gliene frega un piffero a nessuno, o quasi. Per quei quasi: leggete, e se avete qualcosa da dire, commentate, deridete, sbeffeggiate, inveite...
mercoledì 24 novembre 2010
Coesione sociale: controvertiamo l'individualismo che avanza
In questi tempi l'individualismo domina ed aumenta la sua forza nella "coscienza" (si fa per dire) delle masse; il sistema ci spinge ad occuparci dei nostri interessi, anche se a discapito di quelli altrui: una guerra tra poveri nella quale ci rimettiamo tutti, tranne chi sta ai vertici della piramide, conscio che aumentare le distanze tra gli individui agevola l'assoggettamento dei piani inferiori ai propri interessi. E' molto importante invece risvegliare la consapevolezza tra la gente che l'interesse reciproco è una forza necessaria al progresso e che senza questa la regressione che viviamo, l'aumento del divario sociale, la perdita di diritti conquistati a fatica, etc, continueranno inesorabilmente. E' drammatico come stiamo retrocedendo in tal senso, la stragrande maggioranza delle persone trova un nemico in una fazione paritetica a seconda di discriminazioni di carattere superficiale: sembra che viviamo un campionato di calcio, dove chi tiene ad una squadra (aprioristicamente) odia le altre per futili motivi; infatti le divisioni si alimentano per la dislocazione geografica, oppure per la razza di origine, o ancora per la fede religiosa, etc, dimenticando di contestualizzare eventuali diatribe al campo che dovrebbero spettargli ed estendendole invece alle più alte questioni; ormai ci si affilia ad un partito politico come un tifoso tiene ad una squadra di calcio, ed operai che tengono a tal partito vanno contro a quelli di tal'altro, nonostante di fondo abbiano gli stessi interessi, e così via... Se l'operaio (ad esempio, ma è indifferente se parliamo di un impiegato, etc) si rendesse conto che quello che combatte è una persona nelle stesse sue condizioni al di là delle suddette questioni di scarsa rilevanza, già sarebbe un gran passo avanti. Un grandissimo passo avanti sarebbe (ma ne siamo veramente lontani) che l'operaio si preoccupasse dei problemi degli imprenditori, come gli imprenditori si preoccupassero dei problemi dei loro dipendenti, fino a considerare l'altro come una persona al di là del ruolo che ricopre e senza anteporre i propri interessi a quelli degli altri; può sembrare un discorso retorico, ma è tanto vero che è banale, eppure viene disatteso quotidianamente dalle direttive che provengono dalle varie istituzioni in teoria preposte alla tutela di questo principio trasversale. Infatti ad esempio Confindustria spinge per ottenere maggiori profitti a discapito dei dipendenti, e i sindacati spingono nel verso opposto senza porsi il problema della controparte; anche qui si gioca una partita di interessi contrapposti, mentre l'interesse dovrebbe essere invece comune. E' una tristissima illusione quella di credere che la somma di interessi contrapposti porta ad un equilibrio per il bene comune: la cooperazioni di diverse componenti volte alla tutela di quest'ultimo sarebbe molto più funzionale. La forza maggiore che contrasta questo principio viene dall'alto, perché i vertici, nel breve e medio termine sono quelli che traggono vantaggi personali da questo stato di cose, e il loro potere gli permette di influenzare i "piani inferiori" per convincerli che è anche loro interesse. Difatti sarebbe opportuno che si infonda nuovamente (come stava accadendo in Occidente negli anni '60) negli strati intermedi della società la consapevolezza dell'importanza della reciproca considerazione al fine di contagiare gli altri strati della società. Bisogna a tal fine smascherare e combattere le forze oscure alla maggioranza che si impegnano consapevolmente alla demolizione di questa consapevolezza. Non mi dilungo nel presente testo ad entrare nel merito della natura di queste poiché l'argomento merita un approfondimento dedicato. Si devono inoltre riscoprire quei valori fondamentali che reggono un sano sviluppo sociale perché quest'oblio non si ripresenti... continua...
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