Premetto che credo che il sistema attuale, in generale, al di là del sistema elettorale, vada riformato, anzi rivoluzionato; consapevole del fatto che i tempi non sono maturi per una rivoluzione, propongo almeno questa riforma per migliorare la situazione attuale.
Ad oggi chiunque, sia esso analfabeta o un premio Nobel, ha diritto al voto, giustamente; è una conquista civile chiamata "suffragio universale"; infatti fino a non troppo tempo fa per esempio le donne non potevano votare; non credo comunque che questo sia il migliore strumento democratico possibile: nel momento in cui ci illudessimo di aver raggiunto una qualche forma di perfezione su temi così complessi, penso che questo corrisponderebbe semplicemente ad un arresto del progresso sul tema in questione. Propongo dunque una miglioria del suffragio universale come oggi concepito con la consapevolezza di non raggiungere certo la perfezione, ma di fare un passo avanti sperando che sia spunto per farne tanti altri: insomma per progredire rispetto alla stasi che domina da troppo tempo.
Premetto che il fine ultimo della politica dovrebbe essere (sembra che talvolta ci sia una certa distrazione in merito) il bene del popolo, e ardisco a dire, nei limiti da prendere oggi in considerazione, del mondo intero, compreso dunque l'ambiente, che peraltro è in stretta relazione, nel lungo termine, col bene del popolo stesso.
Intendo con democrazia "ponderata" il concetto di conferire a ciascun votante un "peso", inizialmente uguale per tutti, e variabile via via nel percorso di vita di ognuno. A titolo di esempio, supponiamo che ad un soggetto venga assegnato un premio Nobel per la pace, reputo dunque che sarebbe opportuno che il peso del voto di questo soggetto subisca un incremento; supponiamo invece che un tale si macchi di orrendi crimini, credo sia giusto che il suo voto subisca invece un decremento. Propongo inoltre dei periodici test facoltativi atti a valutare le sensibilità e capacità dell'individuo nei confronti delle tematiche sensibili al progresso del benessere sociale come inteso in precedenza; questi sono molto delicati e devono limitarsi di modo da non introdurre in alcun modo degli elementi viziati da qualsivoglia orientamento particolare. Come premesso il fine ultimo è la tutela del benessere sociale, e quindi è vantaggioso per tutti che chi dimostri una maggiore sensibilità e/o capacità nella tutela di questo abbia maggior voce nelle decisioni che la riguardano. Il concetto di base è piuttosto semplice e si esaurisce nelle poche righe sopra esposte, in quanto segue entrerò invece nei dettagli di come articolare in pratica il discorso, senza la pretesa che l'implementazione che propongo sia la migliore possibile, anzi, con la sicurezza che sia ampiamente migliorabile, e qui spero nel contributo di eventuali commenti che aiutino in tal senso.
Poniamo dunque che ciascuno parta, alla nascita, con il "peso" 1; già nell'arco del suo percorso di studi, in base alla quantità ed alla qualità dei risultati ottenuti il suo peso subirà delle variazioni; in relazione alla quantità, nel senso che se uno raggiungesse ad esempio una laurea accumulerà più "peso" di uno che raggiunga solo le medie superiori, a parità di risultati; in quanto alla qualità, chi ottenesse voti più alti raggiungerebbe più "peso" di un altro con voti inferiori, a parità di percorso scolastico; inoltre, differenti piani di studi sarebbe corretto che avessero differenti coefficienti in funzione della loro vocazione nella formazione di una coscienza sociale, ovvero mi aspetterei che un percorso prettamente tecnico o professionale abbia un coefficiente inferiore ad uno umanistico; la promozione comporterà un incremento e la bocciatura un decremento; particolari meriti o demeriti comporterebbero anch'essi variazioni, l'importante è che si tenga sempre conto del valore volto alla formazione di una coscienza sociale, ovvero, per esempio, i meriti sportivi non vedo come potrebbero contribuire in tal senso. Non mi addentrerò oltre nell'esposizione dell'implementazione che proporrei poiché vorrei focalizzare l'attenzione sul concetto di base.
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